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“DESIGN IS AN ACT OF LOVE”.
Con queste parole Mauro Porcini, Corporate President e Chief Design Officer di Samsung, ha aperto il suo intervento durante Dear Designer, il primo appuntamento della Open Conversation Series di POLI.design.
Dopo aver partecipato all’incontro, Mauro Meroni, Communication & Branding Manager di Smartive, ha raccolto le sue riflessioni in un nuovo articolo del nostro blog.
Un approfondimento sul legame tra design e cambiamento organizzativo, a partire da un principio che riconosciamo anche nel nostro lavoro: mettere le persone al centro delle scelte progettuali.
Dall’importanza di osservare come funzionano le organizzazioni al rapporto tra persone, cultura e tecnologia, una riflessione su ciò che intendiamo in Smartive quando parliamo di CHANGE DESIGN.
Nel lavoro quotidiano di Smartive interveniamo spesso su una contraddizione comune a organizzazioni diverse tra loro.
Gli incipit di alcuni brief sono identici: da una parte si chiede alle persone di essere autonome, intraprendenti e capaci di adattarsi; dall’altra, le si invita a farlo all’interno di processi nei quali ogni deviazione richiede un’approvazione, le decisioni risalgono la gerarchia e l’errore è ancora vissuto come un’anomalia da giustificare.
La contraddizione emerge nelle piccole cose: si sollecitano idee senza chiarire chi potrà decidere come realizzarle; si incoraggia la sperimentazione pretendendo, allo stesso tempo, la certezza del risultato.
E se, prima di chiederci perché le persone non cambiano, provassimo a osservare le condizioni in cui chiediamo loro di farlo?
Una parete piena di post-it racconta che qualcosa è successo.
Ma la quantità di idee è solo l’inizio del processo creativo.
La parte interessante arriva quando iniziano a circolare, essere discusse, messe in dubbio e trasformate dal contributo degli altri.
Perché per esplorare davvero non basta riunire persone diverse intorno allo stesso tavolo. Servono spazi, tempi e comportamenti che permettano di farlo prima di iniziare a scegliere.
Con l’IA generativa possiamo passare da un’idea ancora poco definita a una prima direzione in pochissimo tempo. Una traccia, una struttura, un punto da cui partire.
È uno dei suoi vantaggi più evidenti. Ma proprio questa velocità apre una domanda interessante: cosa succede al nostro ragionamento quando una prima risposta arriva prima ancora che abbiamo esplorato davvero il problema?
La creatività è una delle capacità che rischiamo di dare più facilmente per scontata, proprio mentre l’IA rende sempre più semplice trovare risposte.
Eppure, nelle organizzazioni, il problema raramente è la mancanza di informazioni. Più spesso manca lo spazio per osservarle da prospettive diverse, collegare idee e persone e mettere in discussione ciò che sembra già deciso.
Stiamo ancora creando le condizioni per immaginare possibilità nuove?
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“Pensiero imprenditoriale, passione per l’innovazione e collaborazione sono i principi guida di tutte le nostre iniziative, ancor più se si tratta di iniziative orientate alla trasformazione digitale. Stiamo promuovendo ad esempio la contaminazione tra dipartimenti di progettazione tecnica e il dipartimento digital per favorire sempre più la cultura digitale all’interno delle nostre strutture”. Ecco come Annalisa Pasqualetti - HR Business Partner e Costanza Cardullo - Recruiting & Training Specialist di Körber Tissue descrivono i pillar alla base delle iniziative organizzate dall’azienda, volte a favorire agilità e pensiero digitale.
“Ascolto, responsabilità e inclusione sono a mio avviso le parole chiave del cambiamento e competenze su cui puntare. Abbiamo bisogno di costruire organizzazioni in cui le persone siano realmente ascoltate e sappiano ascoltare, siano responsabili e fortemente coinvolte nei processi decisionali a tutti i livelli dell’organizzazione e contribuiscano a creare una cultura inclusiva affinché ognuno possa sentirsi libero di essere sé stesso ed accolto e valorizzato per come è”: ecco come Silvia Parma, Global HR Manager - Smart Power Divison di ABB, descrive i principali fattori di cambiamento sui quali tutte le organizzazioni dovrebbero puntare.
“La cultura dell’errore è purtroppo ancora poco applicata nelle organizzazioni, io ritengo che saper imparare dai fallimenti rafforza ancora di più l’essere umano. Mi piace molto il detto: Meglio fare e pentirsi, che non fare e pentirsi”Con queste parole Elisa Fornero, Hr Business Partner Director di Alight Solutions, si rifà a uno dei principi del nostro Manifesto: “Embrace the risk”. Parlare di rischio, oggi, significa trasmettere un messaggio forte e chiaro alle nostre persone: mettiamoci in ascolto, captiamo i segnali deboli, decodifichiamoli per trasformare il rischio in una vera opportunità di sviluppo e di crescita per l’azienda.
“Bisogna crederci e trasmettere energia e positività, perché il percorso dell’innovazione e del cambiamento è pieno di ostacoli da superare. Bisogna saper resistere e soprattutto persistere, riuscendo a cambiare strada ogni volta che sarà necessario”: ecco come Francesca Filippucci, Head Digital Evolution & Change Management Europe, Canada & Partner Markets di Biogen, descrive le competenze di cui non si potrà fare già a meno nel 2025.
“Mi trovo tutti i giorni a sfidare lo status quo, cercando sempre soluzioni alternative alle problematiche quotidiane, avendo come obiettivo chiaro in mente quello di accompagnare l’azienda nel mare dell’innovation”: sono le parole di Valeria De Flaviis, Head of Innovative Models di Novartis Italia, azienda leader del settore Pharma con la quale stiamo collaborando su diversi fronti.
“Trasformazione digitale per me significa ripensare il futuro in modo moderno e più sostenibile. Un futuro in cui la tecnologia e il digitale offrono infinite possibilità per aumentare l’intelligenza umana. Come? Semplificando il lavoro, annullando le distanze e distribuendo meglio il sapere, il potere, il lavoro stesso”: sono le parole di Stefania Capelli, People & Communities Lead Italy di CISCO ITALIA, azienda con la quale Smartive collabora su diversi progetti.
In vista dell’evento Trasformazione digitale e Innovazione 2020 che si terrà a Milano il 6 e 7 ottobre, abbiamo pensato di scambiare due chiacchiere con alcuni relatori, persone che conosciamo e che hanno avuto modo di collaborare con noi in questi anni. Oggi abbiamo avuto il piacere di parlare con Elisabetta Bramani, Head of commercial Execution in Novartis Italia.