Nel lavoro quotidiano di Smartive interveniamo spesso su una contraddizione comune a organizzazioni diverse tra loro. Gli incipit di alcuni brief sono identici: da una parte si chiede alle persone di essere autonome, intraprendenti e capaci di adattarsi; dall’altra, le si invita a farlo all’interno di processi nei quali ogni deviazione richiede un’approvazione, le decisioni risalgono la gerarchia e l’errore è ancora vissuto come un’anomalia da giustificare.
La contraddizione emerge nelle piccole cose: si sollecitano idee senza indicare come verranno messe a terra e a chi spetterà l'onere di decidere come procedere; un progetto in cui si incoraggia la sperimentazione pretendendo, allo stesso tempo, la certezza del risultato.
Prima di parlare di resistenza al cambiamento, vale la pena osservare a quali regole, esplicite e implicite, le persone stanno rispondendo. Spesso i comportamenti che ci sorprendono sono perfettamente coerenti con il contesto in cui prendono forma.
Per questo, quando accompagniamo una trasformazione, non ci fermiamo alle competenze da sviluppare o ai comportamenti da promuovere. Cerchiamo di capire anche quale autonomia venga realmente riconosciuta ai team, come si distribuiscano le responsabilità, che spazio ci sia per il confronto e che cosa accada quando un tentativo non funziona. Sono aspetti meno visibili di una metodologia, ma decisivi per lavorare in modo diverso.
È qui che, per noi, l’Agile diventa interessante. I framework e i rituali possono essere utili, ma non bastano a modificare un’organizzazione se continuano a operare meccanismi che rallentano le decisioni, ostacolano la collaborazione o scoraggiano l’iniziativa. Essere agili richiede di guardare a come funzionano le cose, non solo a come vorremmo che funzionassero.
Con ABB Dalmine siamo partiti proprio da questo ascolto, per comprendere come i principi Agile fossero vissuti, quali pratiche fossero già presenti e dove ci fossero spazi di evoluzione. Ne è nata una Carta dei Principi per Essere Agili, costruita attraverso il confronto e poi portata dentro momenti di sperimentazione e micro-azioni concrete.
Non un documento chiamato a risolvere ogni contraddizione, ma un riferimento condiviso per affrontarle nel tempo.
In questo numero, Irene Caprì (HR Business Partner, ABB) e Roberto Zanni (Local Division Manager Electrification Service, ABB) raccontano il percorso. Le altre rubriche allargano lo sguardo a memoria, rituali, purpose e design, esplorando altre dimensioni della cultura.
Per chi lavora nelle HR, la sfida non consiste soltanto nel preparare le persone al cambiamento. Significa anche contribuire a progettare organizzazioni capaci di accogliere le competenze e i comportamenti che chiediamo loro di sviluppare. La disponibilità delle persone a cambiare conta, ma conta altrettanto la disponibilità delle organizzazioni a cambiare con loro.
Se non l’hai ancora fatto e ami esplorare il cambiamento con curiosità e mente aperta, la nostra newsletter THE JOURNEY fa al caso tuo. Sali a bordo e inizia il viaggio con noi! -> https://mailchi.mp/smartive/thejourney
IIlustrazione di Monika Dattner

