Sarà di sicuro un’estate particolare, quella che vivremo tutti quest’anno: all’immaginario comune di spiagge assolate e sentieri montani, di mete lontane e oasi di relax, si sovrappongono le preoccupazioni per una pandemia non ancora debellata.
Milano Cortina 2026 non è solo un evento sportivo di cui ricorderemo le medaglie e le performance degli atleti. È un caso di change by design. E ci ricorda una cosa semplice: il cambiamento non accade. Si progetta.
Quando viene introdotto un nuovo strumento in azienda, lo spazio in cui si inserisce non è mai neutro. L’adozione parte: se ne parla, si condivide, si sperimenta.
Ma il passaggio più delicato arriva dopo, quando il nuovo deve diventare pratica quotidiana.
Cosa frena davvero le persone?
In un lavoro sempre più digitale e accelerato, non tutto ciò che conta può essere ottimizzato.
E soprattutto nell’era dell’IA, alcune decisioni hanno ancora bisogno di tempo, confronto, pensiero.
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata nel lessico delle organizzazioni molto prima che nelle loro pratiche quotidiane. Se ne parla ovunque, spesso in modo polarizzato: come soluzione universale o come tecnologia difficile da comprendere e governare.
In mezzo a questa narrazione ci sono le persone. Persone che, nella maggior parte dei casi, osservano il cambiamento da una certa distanza.