Continua l’esplorazione della nostra community.
In questo episodio incontriamo Vittorio Graziani, libraio della Libreria Centofiori di Milano, per partire da una lettura e aprire una riflessione sul presente. Al centro “Quello che possiamo sapere” di Ian McEwan (Einaudi): un romanzo ambientato nel 2134 in cui un ricercatore analizza le tracce digitali del nostro tempo – mail, conversazioni, social – per ricostruire un poemetto scomparso.
Un’idea potente attraversa il dialogo: l’archivio totale non elimina l’inconoscibilità, può solo darci l’illusione di averla superata. Più dati non significa necessariamente più verità. Parliamo della capacità della narrativa di metterci sull’attenti, di restituire la tridimensionalità delle persone e di aiutarci a leggere con maggiore consapevolezza ciò che stiamo vivendo.
Un invito a guardare il presente con occhi diversi, in un’epoca di trasformazione in cui la vera sfida non è solo sapere di più, ma comprendere meglio.
#002 Voices of the Journey
Continuiamo il nostro viaggio nel change design.
In questo episodio, insieme a Eliana Manduca, Corporate Transformation Lead di Smartive, partiamo da una domanda semplice: perché il cambiamento, quando è chiarissimo sulla carta, diventa così complicato nella realtà?
Strategie e processi possono essere solidi. Eppure emergono resistenze, frizioni, rallentamenti. Il punto non è tecnico: è umano. Il nostro cervello non cerca il cambiamento, cerca sicurezza. E finché non la percepisce, resta in difesa. Un dialogo su tempo, significato e complessità.
Perché il cambiamento non si gestisce come un progetto: è un processo umano.
#001 Voices of the Journey
Continua l’esplorazione della nostra community HR.
In questo episodio incontriamo Alessandro Montanari, Human Resources Director di Marchi & Fildi Group, per parlare di come sta evolvendo il ruolo HR nell’AI era e di cosa significa oggi accompagnare il cambiamento nelle organizzazioni. Un dialogo sull’IA come contesto di trasformazione culturale, sull’importanza dell’apprendimento collaborativo e sulla necessità di andare oltre entusiasmi e timori. Un invito a guardare all’IA con maggiore consapevolezza, sperimentare e ripensare il ruolo dell’HR come guida capace di creare spazi di dialogo e collaborazione.
