Martedì 30 novembre, presso il Palazzo delle Stelline a Milano, si è tenuta l’ottava edizione dell’evento “Formare e Formarsi” e noi di Smartive non potevamo di certo mancare.
Di che cosa si tratta? Ve lo sveliamo subito!
La domanda torna sempre, in forme diverse: che relazione vogliamo costruire con l’intelligenza artificiale? In questo spazio, progettare diventa un modo di stare nel cambiamento e rendere il futuro abitabile.
Nel lavoro quotidiano siamo immersi in un flusso continuo di stimoli, interruzioni e passaggi da un’attività all’altra. Una dinamica che sembra naturale, ma che nel tempo cambia il modo in cui utilizziamo attenzione, memoria e capacità di approfondimento.
Oggi la questione non riguarda solo la tecnologia che utilizziamo, ma ciò che stiamo allenando mentre la usiamo: perché il cervello non impara per intenzione, ma per esposizione.
Il 31 marzo, Giornata Mondiale del Backup, ci ricorda quanto sia importante proteggere i dati. Ma esiste un patrimonio ancora più fragile: la conoscenza che vive nelle persone e nelle pratiche quotidiane.
Oggi la vera continuità non riguarda solo il salvataggio delle informazioni, ma la capacità di far circolare l’esperienza e trasformarla in intelligenza collettiva.
Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale ha compresso tempi che sembravano incomprimibili e promette di permetterci di fare cose che fino a poco tempo fa non avremmo immaginato. La velocità non è più un vantaggio competitivo. È diventata uno standard. E proprio per questo emerge una nuova tensione nelle organizzazioni: quando tutto accelera, la comprensione rischia di diventare il vero collo di bottiglia.
Quante volte di questi tempi si iniziano progetti digitali, spesso anche molto impegnativi economicamente, che coinvolgono diverse funzioni aziendali per lungo tempo. Quasi mai in tutti questi casi si considera la variabile culturale, le competenze richieste non solo per implementare il progetto ma anche per gestirlo e renderlo scalabile nell'organizzazione.